Con la coda dell'occhio guardavo mia mamma tra il pubblico
Con le mani aperte e distese sulle cosce ripassavo sienziosamente i movimenti base, che sempre mi danno tranquillità
Con gli occhi semichiusi assorbivo l'energia, il
Ki, dal Maestro seduto davanti a me
dai "vecchi" maestri seduti alla mia destra
da Ale, seduto al mio fianco destro
da David seduto al mio fianco sinistro
-compagni di tante avventure

La musica dei tamburi solenni cominciò a rimbombare sul palco
Spade dalla lama affilata si sguainarono. I due maestri incrociarono il metallo lucente, quasi a tagliare le tempie di uno dei due
-il pubblico estasiato
-una bambina sbalordita dal pericolo, affascinata dalla precisione assoluta

Il mondo intero era in quel pubblico
su quel palco
nelle nostre vene, dove scorreva la voglia di dar spettacolo
Affondai il pugno, con la volonta' di colpire David, senza paura, senza coragggio, senza pensieri, presagendo cosa sarebbe successo
Il pugno trovò la mano di David che da sotto afferrò e canalizzò la mia energia.
In una frazione di secondo la mia energia venne gestita, rimodellata, tenuta viva, rinforzata da David. Insieme stavamo viaggiando oltre il palco, oltre Nichelino, oltre il mondo.
Eravamo uno nel gesto dell'altro.
David senza paura, senza coraggio, senza pensieri, mi fece ruotare repentinamente di 180 gradi, premendo allo stesso tempo la sua seconda mano nell'incavo del mio gomito

E fu volo!

Il mio corpo si librò nell'aria. Leggero come un alito di fiaba.
La sensazione era stupenda.
Ero grato a David per l'esecuzione perfetta
Nel volo, pur solo, era come se fossi ancora legato a David, attaccato a lui
Eravamo uniti da un filo invisibile: la purezza della mente, la costruzione della tecnica senza alcuna finalità.
L'equazione dell'aikido.
Puro l'attaccante
Puro l'aggredito
Tecnica sublime
Svuotamento dele intenzioni
Fusione di due mondi
Oltre la tecnica
Oltre noi
Per sempre
e per sempre

Sempre grato sono al mio Maestro.


Nichelino, 23/9/07

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