Il primo stage del 2000 nel dojo Ryugi, aperto domenica 30 gennaio all'insegna dell'espressione molteplice dell'Aikido universale, è stato diretto da tre Insegnanti che praticano stili fra loro differenti.

gruppo

Particolarmente bello è lo spirito con cui sono state presentate le tecniche, che in comune hanno conservato il nome in giapponese e l'essenza della radice dalla quale sono state successivamente filtrate nelle varie scuole.
Tanti stili riuniti per festeggiare l'Aikido con la pratica comune, con un ringraziamento particolare a colui che ha reso possibile questa fratellanza, il Maestro fondatore, Ueshiba Morihei.
Nella fotografia appesa sul kamiza, Ueshiba sembra sorridere imperturbabile di fronte a tante espressioni della sua arte e vedendo praticare stili diversi si può arrivare a pensare che Egli potesse esprimere sia il loro insieme sia una sola delle infinite forme.
L'importante è che comunque tutti ci si riconosca nell'Aikido come praticanti e allievi sulla strada. Le varianti e le modifiche apportate dalle varie scuole insegnano in definitiva la stessa verità con la saggezza di chi non vuole inculcare l'assoluta certezza di detenere la sola e unica vera conoscenza, ma di proporre l'alternativa della libertà di espressione.
Io credo che all'inizio ci si debba identificare in una scuola ben definita e seguire un solo Maestro perché si ha bisogno di una guida. Il vero Maestro, però, non educa dispoticamente un allievo, facendone un soggetto succube, bensì gli insegna a guardare dentro di sé, alla ricerca dell'espressione della propria vera intima matrice.
Dopo un certo livello, ogni allievo, nel momento in cui diventa indipendente, si trasforma in una scuola, praticando uno stile unico e irripetibile. In caso contrario rimarrà sempre soltanto un bravo esecutore, un esperto copiatore e riproduttore di tecniche senza anima.
E' bello sentire spiegare i principi, la loro origine ed evoluzione da chi ha saputo, nel lavoro di trasformazione, elaborare, assimilare e vedere questi germogli dare frutti.
In effetti la bellezza della tecnica si esprime da sola nell'armonia, nell'efficacia e nella potenza dell'esecuzione.

I Maestri hanno insistito nei movimenti di base, a sottolineare la fondamentale importanza di queste posture per poter iniziare a praticare nel modo più corretto.
Musashi ha scritto, nel suo
Libro dei Cinque Anelli, che ogni piccola deviazione all'inizio della via porta a grandi allontanamenti nel cammino e questa immagine è più che mai vera se trasportata alla via del Do.
Essere fedeli alla via insegnata spezza la presunzione dell'io di sapere e rende incline la mente e il corpo nei confronti dell'apprendimento.
In ogni scuola vi è la sincera convinzione di praticare un Aikido che ha una radice unica e si riconosce nel suo fondatore: forse questo vuol dire che se la verità è una, così non è per le vie che conducono ad essa.
Lo spirito del praticante cerca in definitiva il
metodo o la scuola che più sente vicina e in pratica il moltiplicarsi di tanti stili porta alla naturale conseguenza di avere tante possibilità di espressione da parte degli allievi, ognuno secondo la propria indole.
Importante è che questi sentieri siano illuminati da una serenità interiore e percorsi con un insegnante fedele all'Aikido nella sua accezione più profonda.
Il compito di iniziare lo stage è stato affidato al M°Massimo Aviotti, che da anni insegna l'espressione di un Aikido personale.

Dalle radici del Budo, il M°Aviotti ha percorso la strada che storicamente ha portato la tecnica shomen uchi irimi nage all'attuale esecuzione.
Dalla sua nascita, questa tecnica ha subito nel tempo un naturale processo di sfrondamento di colpi e atemi, concepiti con lo scopo di eliminare fisicamente l'avversario, passando da un'esecuzione molto rigida e orientata verso i lati di un quadrato, fino all'ultima versione, proposta da Ueshiba, che si snoda con movimento circolare nei piani verticale e orizzontale.
E' importante sottolineare che nel passaggio progressivo allo stile morbido circolare, nulla è andato perso della efficacia originale potenzialmente distruttiva nei confronti dell'avversario, con il quale l'Aikido, per primo nella storia delle Arti Marziali, stabilisce una forma di
awase, totalmente sconosciuta nel Budo.

Grande importanza assume il rispetto per l'avversario e la ricerca quasi sofisticata dell'awase nello stile proposto dal M°Lina Ferraiolo .
La sua scuola segue gli insegnamenti di una grande figura, universalmente riconosciuta, che è il M°Christian Tissier, cintura nera VI dan.
Con un Aikido efficace, elegante, di grande stile, e che personalmente ritengo sia anche molto spettacolare, il M°Lina Ferraiolo ha eseguito tecniche di estrema flessibilità, con movimenti rapidi e precisi, in perfetto awase con l'avversario.

Nella terza parte il M°Dottino ha riportato l'attenzione sui movimenti di base praticati presso la Tomita Academy di Takeji Tomita.
Questa scuola segue lo stile della Iwama Ryu fondata dal M°Morihiro Saito.
Il M°Dottino ha insistito sullo sforzo che ogni praticante deve fare per imparare a muovere il proprio corpo correttamente e allo scopo ha presentato una serie di esercizi
ky-hon per sbilanciare e proiettare l'avversario.
La quarta e ultima parte dello stage è stata condotta dal M°Renato Visentini, 5° dan, titolare dei corsi di Aikido presso il Dojo Ryugi di Torino.

A conclusione di questo interessante e proficuo confronto di stili, il M°Visentini ha voluto rimarcare l'importanza della vera origine dell'Aikido, che ha fondamento nello studio delle armi.
Dalla presentazione dell'antico rituale di ken, praticato con il nome di
kinosumi no tachi, il M°Visentini è passato, tramite l'esecuzione di alcune varianti, alla dimostrazione pratica di come siano nate le tecniche dei cinque principi di base.
Di fronte a questa evoluzione le tecniche di Aikido assumono una nuova prospettiva, in cui la loro esecuzione diviene tanto naturale quanto necessaria per stabilire armonia con il compagno.
Al termine dello stage si sono potute trarre le conclusioni di una grande soddisfazione da parte dei partecipanti, che sono stati letteralmente inondati e contagiati dall'entusiasmo dei Maestri.
Con il ringraziamento del M°Visentini viene rivolto, nei confronti dei suoi ospiti, l'augurio di vedere riproposta questa iniziativa, secondo i rispettivi impegni, a breve termine.
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