La tensostruttura del campo da calcetto ricordava pił un
guscio di tartaruga che un dojo.
Tuttavia proprio li, poco meno di 24 ore prima, in
un’atmosfera umida e rovente si era svolto il 1°
stage internazionale organizzato e coordinato dal M°
Renato Visentini: ospite principale, nonché direttore
dello stage, il M° Patricia Guerri.
Francia, Italia e Germania i paesi di provenienza del
nutrito numero di praticanti. Un eterogeneo gruppo
internazionale dove le iniziali difficoltą di
comprensione, al di lą del linguaggio dell’aikido
comprensibile ai pił, venivano mitigate dalla
disponibilitą e competenza di traduttori in kimono per
niente improvvisati.
Del resto, lo sguardo e la decisione del M° Guerri non
lasciavano adito ad equivoci di sorta.
Una sottile melancolia prende alla gola, quella
sensazione impotente che si ha nell’apprendere come
anche la perla pił preziosa posta sul proprio palmo
possa, un istante pił tardi, smaterializzarsi con
leggerezza eterea. Quasi l’avessimo solo
immaginata.
“Bertrand, Olivier, Bruno, Gael!”
Quattro uomini fronteggiano Patricia. Le fronti imperlate
di gocce trasparenti e l’ansimare di chi si
concentra per l’attacco. Le mani, pronte a
sferrare tzuki precisi e letali. in ogniuniuno di loro
sguardo fiero, il keikogi vissuto e l’esperta consunzione
delle loro hakame. I polsi forti e tesi e poi flessuosi,
nel compimento di un kokiunage efficace quanto leggero.
E poi la vita vissuta del tatami che si anima in un coro di
proiezioni, kiai sempre pił ansiosi di perfezionare la
propria intensitą.
Un ragazzo rasato e barbuto che vola sfarfallando, la
sezione degli Indipendenti Modenesi ed il lonely boy di
Juan les Pins. Insieme, con gli aficionados di Settimo e
lo sguardo pacato e sereno di Serge, fratello sicuro del
Gandalf di Tolkien. Susanne e Reinhold con i loro fidi
allievi dalla Bavaria, forieri di esperienza ed
entusiasmo. Alexandru e gli amici di Hericourt , novizi
militanti del Takemusu Aiki.
Sergio, dall’ Emilia, e Federico dalla Romagna
amici e praticanti di sempre ,che hanno rinnovato il loro
appoggio, comprendendo com “le divisioni
decretate dall'alto ... non dividono le persone che sono
assetate di voglia di imparare” e praticare.
E poi il tramandarsi di una tradizione, di una passione,
di una pratica. Lo sguardo di un padre che vede
realizzarsi una profezia quanto mai smentita, vedendo il
proprio figlio percorrere gli stessi passi da lui
compiuti.
E tutti gli affiliati Dantai,dai M° tri Perelli,
Giordano, Sofia, Braghin, Gianola, Fornaro, Boglione,
Mirimin per il sostegno e la voglia di fare e contribuire
con la propria presenza ed il proprio Aikido, perchč
ovunque si sposino questi elementi foss’anche il
guscio di una tartaruga, lą vi č un Dojo e sempre lą, vi
troverete i suoi praticanti, attivi pronti come tutti
quelli che ci hanno aiutato nello spostamento di 400 mq
di tatami…..grazie di cuore !!!
Nonostante il caldo, nonostante le gocce di sudore che
accecano asprigne, nonostante la rinnovata fatica del
rialzarsi e attaccare nuovamente, centellinando il fiato
per eseguire una tecnica o buttando tutto e subito, in un
ultimo iriminage (a Parigi…).
La percezione di aver partecipato a qualcosa di
importante e memorabile che scaturisce dalla speranza che
se ne ritardi ogni minuto di pił la fine.
Ma quella fine arriva e la condivisone di un esperienza
cruciale si chiude soltanto quando anche l’ultimo
tassello del tatami č stato debitamente riposto.
Le congratulazioni di tutti vanno, insieme ad un fraterno
abbraccio a
Maura Shodan
Silvia Shodan
Marco Shodan
Stefania Ni-dan
Antonino Ni-dan
Gillio Tos shodan & Visentini sensei