Il viaggio in treno è un po' una recita: si può stare per conto proprio immersi in pensieri leggeri e fugaci, come il panorama che cambia dal finestrino. Oppure si possono incontrare altre persone e vivere un momento nuovo, imprevisto.
il nostro viaggio a Trieste è stato un po' tutto questo, ma anche altro.
Durante il viaggio in treno conoscevamo i compagni di tanti anni di corso sotto una luce un po' diversa. Sicuramente l'atmosfera rilassata del viaggio facilitava l'apertura e il dialogo. I pensieri e i racconti tra di noi seguivano il ritmo del viaggio e così ognuno si sentiva libero di scambiare opinioni, idee, spigolature, battute, scherzi.
E il nostro viaggio è continuato anche a Trieste.
In questo stage la sensazione prevalente è stata di un costante awase. Awase con il maestro Visentini che ci ha deliziato con ran reku waza e con lo studio di katame waza. Awase con gli amici di Trieste con i quali era un piacere scambiare tecniche, ma soprattutto entusiasmo e motivazione. Awase anche al di fuori del tatami durante le pause e durante la splendida cena organizzata dal maestro Benedetti.
Abbiamo lasciato trieste con la sensazione evidente e forte che l'Aikido è realmente un albero con rami diversi e con foglie differenti ma tutte facenti parte dello stesso tronco e cambiando città e cambiando palestra si ritrova la stessa idea di base, la stessa filosofia e lo stesso amore per il bello e per questa particolarissima forma di filosofia fisica.
L'albero dell'Aikido è un giunco.





